Il pittore dei fiori di melo
Julien Féron nasce il 14 settembre 1864 nel villaggio di Saint-Jean-du-Cardonnay, in Normandia, da una famiglia benestante. In gioventù si distingue per aver vinto dei premi di disegno. Seguendo la volontà dei genitori, studia ingegneria prima che il padre gli acquisti un’attività commerciale nel piccolo comune di Le Houlme. Diventa un importante commerciante di alcolici nella valle di Cailly, ma è poco interessato agli affari e affida la gestione dell’azienda alla moglie, un’alsaziana fuggita dopo la sconfitta del 1870.
Partecipa a mostre di pittura a Rouen e a Parigi e inizia a dipingere nel 1898, come autodidatta. La sua fortuna gli permette di creare un vasto studio nella sua tenuta. Attraverso l’attore e collezionista d’arte Dorival, che si interessa ai suoi dipinti, incontra Armand Guillaumin nel 1904. I due pittori diventano amici. Guillaumin viene a lavorare nello studio di Féron a Le Houlme, mentre Féron visita lo studio di Guillaumin nel Limousin in tre occasioni. Dopo il 1910 non si sono più visti, ma si sono tenuti in contatto per lettera.
Precedentemente conosciuto come “il pittore dei meli in fiore”, Julien Féron si rinnova dipingendo i paesaggi di Crozant, nella Creuse.
La sua fama si diffonde e nel 1907, insieme ad altri pittori normanni come Robert Antoine Pinchon, Pierre Dumont, Eugène Tirvert, Marcel Couchaux e Pierre Hodé, fonda il gruppo XXX, poi Société de peinture moderne. La sua casa di Le Houlme divenne un luogo di incontro per i pittori.
Padre di sei figli, questo importante cittadino fu coinvolto nella vita del suo comune di Le Houlme, dove fu sindaco dal 1912 al 1924. Costruì e finanziò alloggi per i lavoratori. Presiedette anche il club di ginnastica Avenir du Houlme.
Julien Féron viaggiò in Tunisia e in Algeria, ma questo non ebbe alcuna influenza sul suo lavoro. Si stabilisce a Parigi, che lascia dopo la tragica morte del figlio per suicidio.
Un’altra vita a Gassin
Dopo questa terribile tragedia si reca nel sud della Francia, su invito di Emmanuel Bénézit, a Hyères. Viaggiò nell’entroterra e scoprì il villaggio collinare di Gassin, i suoi paesaggi e i suoi mandorli.
Si lasciò incantare e poco dopo acquistò una casa in paese, tornandovi per due mesi alla volta per otto anni. Nel 1934 la sua salute peggiorò e non fu più in grado di viaggiare. Continuò a recarsi a Parigi fino ai suoi ultimi giorni per assistere a mostre e visitare le collezioni del Museo del Louvre.

Tentato dall’impressionismo e poi ispirato dal fauvismo, la sua pittura fu influenzata per molti anni dall’incontro con Guillaumin. Se ne distacca negli anni Dieci e i suoi quadri si caratterizzano per la bellezza dei colori.

A differenza di molti altri artisti, non fu la costa provenzale ad attrarlo, ma l’entroterra dove la natura fioriva. Membro della scuola di Crozant, questo colorista è vicino ai Fauves; il suo trattamento dello spazio e del cielo è simile a quello degli impressionisti. Cielo, natura, colori: non poteva che amare Gassin, immerso nel cuore dei monti Maures, dove dipinse anche alcuni elementi architettonici di rilievo, come la chiesa di Notre-Dame-de-l’Assomption.


